Cerambice dalle lunghe antenne (Anoplophora chinensis)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Anoplophora chinensis
NOME COMUNE
Cerambice dalle lunghe antenne

Insetto xilofago e polifago che si nutre di numerose latifoglie arboree e arbustive, è un serio problema per la produzione di piante ornamentali in vivaio, per le coltivazioni di agrumi e per piante di latifoglie ospiti, site in viali, parchi e giardini sia pubblici che privati. Pur non essendo direttamente dannoso per l'uomo, in quanto è legato solo ed esclusivamente ai vegetali, dato che le larve scavano lunghe gallerie all'interno del legno possono compromettere la vitalità e la stabilità delle piante. La specie è considerata da quarantena dalla normativa fitosanitaria vigente.

La lotta contro Anoplophora chinensis è resa obbligatoria su tutto il territorio nazionale ai sensi del D.M. 9 Novembre 2007

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

L'intero ciclo di sviluppo si compie in uno o due anni che l'insetto trascorre, prevalentemente sotto forma di larva, all'interno delle piante. Le larve del cerambice sono di grandi dimensioni e, scavando gallerie, penetrano nella pianta nutrendosi della parte legnosa; all'interno di uno stesso tronco se ne possono trovare alcune decine. Inizialmente le gallerie sono superficiali, ma in seguito si approfondiscono. L'attività viene interrotta nei mesi più freddi per riprendere a primavera. Quando la larva si trasforma in adulto fuoriesce dalla parte bassa del tronco o da radici affioranti. Il foro di uscita è di notevoli dimensioni (15-20 mm) ed è un sintomo facilmente rilevabile. Gli adulti si possono vedere dall'inizio nel mese estivo. Essi si alimentano a spese della corteccia dei getti dell'anno di diverse specie vegetali (in particolare di Acer saccharinum). Pertanto, in questo periodo, è possibile individuare sulle piante anche i danni provocati ai germogli di cui si nutrono. La femmina, dopo essersi nutrita, depone uova in prossimità del colletto e sulle radici affioranti. Con le mandibole incide la corteccia e vi inserisce un singolo uovo. Ogni individuo è in grado di deporre oltre settanta uova.

UOVO:
L'uovo raggiunge i 5 mm di lunghezza; è di forma allungata, subcilindrica con le estremità arrotondate. Di colore bianco-crema appena deposto, successivamente vira gradualmente verso una colorazione giallo-brunastra.

LARVA:
La larva è apoda, di colore bianco crema, con capo brunastro leggermente appiattito, a maturità può raggiungere i 45-55 mm di lunghezza.

ADULTO:
L'adulto è un insetto di colore nero con macchie bianche sulle elitre. Il maschio supera i 25 mm di lunghezza e la femmina i 35 mm; le antenne, molto lunghe, misurano da 1,2 a 2 volte la lunghezza del corpo e sono di colore nero alternato al bianco. Entrambi gli individui sono dotati di buona capacità di volo.

Sintomi

I sintomi esterni sono costituiti dalla rosura delle larve (cumuli di segatura), dai fori di sfarfallamento alla base delle piante, in particolare sulle radici affioranti, e dal disseccamento dei rametti apicali in seguito alle erosioni di alimentazione degli adulti. Queste sono utile indicazioni della presenza del Cerambice.

Danni

Le larve si alimentano del legno nella parte basale della pianta oltre che nelle radici. Questo determina un indebolimento strutturale, con possibile compromissione della stabilità delle piante attaccate, comportando il rischio di conseguente schianto o stroncamento improvvisi. Inoltre, le gallerie larvali indeboliscono la pianta ed i fori di sfarfallamento permettono l'ingresso di marciumi secondari. Per questo motivo è richiesta la collaborazione della popolazione per segnalare le piante con sintomi della presenza dell'insetto, siano esse di proprietà pubblica e privata. I fori di farfallamento, perfettamente circolari, hanno un diametro di circa 2 cm e rappresentano una potenziale via di ingresso di patogeni.

Diffusione

Originario dell'estremo oriente (Asiatica) è stato introdotto in Italia forse attraverso l'importazione di qualche bonsai che nascondeva le larve nel legno. Attualmente ITALIA è presente nelle regioni della Lombardia, Veneto e Lazio.