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Apiognomonia veneta

Apiognomonia veneta

Introduzione

E' una patologia fungina comunemente presente sul Platanus nel periodo primaverile, che si manifesta tipicamente con necrosi sul lembo delle foglie.

Nome Scientifico

Apiognomonia veneta (=Gnomonia platani).

Nome Comune

Antracnosi del Platano.

Diagnosi della malattia

Sintomi

Apiognomonia veneta Provoca formazioni cancerose sui rametti e mentre sulle foglie compaiono macchie necrotiche primaverili-estive o invernali color cuoio.
I primi sintomi possono comparire fin dalla ripresa vegetativa con la morte delle gemme, prima o dopo la loro apertura, ed il rapido avvizzimento dei giovani germogli, che imbruniscono e si ripiegano verso il basso come se fossero colpiti da freddo intenso.
Sui rami compaiono delle aree depresse di colore rossastro che poi si allungano in senso longitudinale provocando la morte dei rametti più esili e la costituzione di veri e propri cancretti. A ripresa vegetativa iniziata compaiono i caratteristici disseccamenti fogliari, localizzati inizialmente per lo più lungo le nervature, e che in seguito si espandono fino ad interessare tutta la foglia, che cade anticipatamente.
Le piante gravemente colpite da antracnosi presentano uno sviluppo della chioma irregolare, una eccessiva produzione di rametti con scopazzi ed un generale deperimento, che può condurre anche alla morte.

Biologia ed Epidemiologia

Le infezioni primarie sono provocate sia dalle ascospore della forma perfetta Apiognomonia veneta (=Gnomonia platani) sviluppatesi sulle foglie cadute a terra, sia più frequentemente ad opera del micelio e dei conidi della forma agamica di Gloeosporium platani sopravvissuti ai rigori invernali o prodotti a fine inverno da pseudopicnidi differenziatisi in corrispondenza dei cancri rameali.
I conidi del Gloeosporium platani sono unicellulari, ialini, allungati, mediamente di 10-14 x 4-5 micron.
Le infezioni secondarie prendono avvio dai conidi prodotti dagli acervuli presenti nella pagina inferiore delle foglie colpite. Dagli acervuli sottocuticolari fuoriescono i conidi immersi in una sostanza mucillaginosa bianco-crema. La penetrazione nei tessuti vegetali del tubulo germinativo emesso dal conidio avviene attraverso microlesioni o per perforazione della cuticola; più raramente dagli stomi o dalle lenticelle.
Il periodo di incubazione varia solitamente da 8 a 18 giorni in relazione all'età della foglia ed alle condizioni climatiche.
Gli attacchi sui germogli si verificano in concomitanza di periodi piovosi o molto umidi e con temperature comprese fra 9e 16°C.
Le infezioni sulle foglie possono manifestarsi per tutto il periodo primaverile e oltre fino a quando le temperature medie si mantengono sui 18 20°C. Queste infezioni a livello dei rametti o delle gemme si bloccheranno con i freddi invernali per riattivarsi in primavera con la formazione di picnidi e conidi che daranno luogo alle infezioni primarie.
L'intensità della malattia dipende dalla suscettibilità della pianta ospite, dalla pressione di inoculo, dallo stato fisiologico della pianta e dall'età delle foglie (quelle di 5 20 giorni sono le più recettive).
Negli Stati Uniti sono stati selezionati dei cloni di Platanus occidentalis resistenti all'antracnosi, purtroppo questa specie non si adatta ad essere coltivata nelle condizioni pedo-climatiche Europee ed Italiane.

Come affrontare l'infestazione

La lotta può essere eseguita in vivaio o su piante giovani somministrando derivati benzimidazolici. Sono di norma consigliati tre trattamenti da eseguire il primo all'apertura delle gemme ed i successivi ad intervalli di circa 10-15 giorni. Recentemente è stata dimostrata l'efficacia di iniezioni al tronco con tiabendazolo e imazalil solfato. Molto efficaci si dimostrano anche gli interventi di potatura energica delle branche e dei rami infetti con successiva applicazione di mastici disinfettanti.


Lotta endoterapica

Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.

Le altre avversità:

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