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Arocatus melanocephalus


Arocatus melanocephalus

Introduzione

In alcune città italiane questo emittero ligeide ha invaso le abitazioni rimanendovi per lunghi periodi nascosto nei luoghi più impensati destando nelle persone ogni volta che se lo trovano di fronte un reazione che mescola al disgusto un comportamento di panico che si concretizza nella corsa all'insetticida per annientare "tutti" gli animaletti. Un desiderio che a volte fa compiere gesti insensati specialmente nell'uso inappropriato di insetticidi.

Nome Scientifico

Arocatus melanocephalus (Fabricius). Insecta: Rhynchota Lygaeidae.

Nome Comune

Cimice dell'Olmo.

Descrizione

Uova

Le uova, lunghe circa 1,3 mm, di forma elissoidale allungata sono di colore bianco appena deposte, per poi diventare rosse poco prima della schiusa.

Uova Uova

Neanidi e ninfe

Lo sviluppo giovanile procede attraverso 5 età. I giovani (neanidi e ninfe) presentano testa e torace nero, mentre l'addome è rossastro; gli abbozzi alari delle ninfe sono neri. Le ninfe di prima età si distinguono dalle neanidi per la presenza di abbozzi alari, mentre le ninfe dell'età successiva assumono un aspetto diverso in relazione all'addome di forma allungata e di colore rosso mattone mentre neri rimangono capo torace e abbozzi alari. Le ninfe di quinta età sono lunghe circa 6 mm.


Adulto

L'adulto è un insetto di colore nero con macchie bianche sulle elitre. Il maschio supera i 25 mm di lunghezza e la femmina i 35 mm; le antenne, molto lunghe, misurano da 1,2 a 2 volte la lunghezza del corpo e sono di colore nero alternato al bianco. Entrambi gli individui sono dotati di buona capacità di volo.

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Come Vive

Ciclo Biologico

Compie una generazione all'anno.

Ciclo Biologico

Lo svernamento avviene allo stadio di adulto, che trova rifugio in ricoveri vari, come ad esempio sotto le corteccie sollevate degli olmi e di altre latifoglie, nelle fessure dei tronchi, entro gli strobili dei pini, sotto le foglie nella lettiera. Gli adulti di Arocatus melanocephalus cominciano a muoversi dai siti di svernamento durante la prima metà di marzo, periodo in cui si vedono sugli olmi fruttificanti, dove sono stati trovati nutrirsi delle samare. Tant'è che non raggiungono mai stabilmente le piante che sono prive di frutti. Gli accoppiamenti, avvengono durante il periodo della nutrizione, cioè l'anno dopo in cui gli adulti si sono differenziati. Le femmine si riproducono sistemando le uova nei tessuti degli organi riproduttivi degli olmi (calice), singolarmente o a piccoli gruppi, per un periodo relativamente lungo. Lo sviluppo preimmaginale è rapido, per cui le ninfe cominciano a comparire nella seconda metà di maggio. I nuovi adulti sono stati osservati alla fine di maggio. I primi di giugno sono stati notati i primi voli collegati all'attività di ricerca dei rifugi, dove trascorrere il resto dell'anno e l'inizio di quello successivo. Due comportamenti particolari del ligeide in questione sono stati rilevati. Il primo è relativo alle forme giovanili che si nutrono anche delle samare staccate dall'albero, tanto che si trovano una moltitudine di neanedi e ninfe ai piedi degli olmi dai quali sono caduti i frutti. Mentre l'altro è relativo agli adulti riproducentisi (quelli dell'anno precedente) che cercano di riguadagnare i rifugi d'ibernamento e volano verso le case. Un fatto del tutto particolare che si è manifestato in modo evidente nella seconda metà di maggio. Che si tratti di vecchi adulti è emerso dal fatto che catturati e posti in laboratorio, sono morti in pochissimo tempo cosa che non succede agli adulti dell'anno. Il rincote manifesta una forma stasi durante il periodo estivo; infatti numerosi soggetti inattivi sono stati riscontrati riuniti in moltitudine entro o vicino a strutture antropiche; entro di queste, i luoghi preferiti erano i letti e la biancheria che è stata trovata colonizzata dall'insetto quando ancora era sui fili ad asciugare. In ogni modo qualsiasi struttura che offre un riparo viene abitata dagli adulti di Arocatus melanocephalus.

Ospiti

Le prime osservazioni, hanno messo in evidenza che l'insetto abita più frequentemente l'olmo rimanendo rifugiato nelle screplature della corteccia o, quando li trova, entro i nidi di ragno. Giovani e adulti della cimice si sviluppano a carico di varie specie del genere Ulmus, quali l'olmo campestre (Ulmus campestris) e l'olmo siberiano (Ulmus pumila). Sono stati osservati anche su altre latifoglie arboree, quali tiglio e quercia. Un tempo si riteneva, erroneamente, che la specie fosse un predatore di piccoli artropodi (es. afidi).

Danni

Giovani e adulti prelevano, con l'apparato boccale pungente-succhiante, umori vegetali dai semi (samare) in via di maturazione sugli olmi, ma anche da quelli caduti a terra. Il danno alle piante ospiti è pertanto del tutto trascurabile. Di maggiore rilievo è invece il disturbo arrecato alle persone, quando un numero elevato di questi insetti viene rinvenuto sui muri esterni e all'interno di abitazioni o altri edifici. Essi possono provocare disgusto, anche perché, quando disturbati, gli adulti emettono un odore sgradevole prodotto dalle ghiandole repugnatorie i cui sbocchi sono posti lateralmente al torace (metapleure). Le molestie arrecate da questo insetto possono paragonarsi a quelle di altri intrusi che entrano nelle case, quali la cimice verde Nezara viridula (L.) (eterottero, fam. Pentatomidi) e la cimice delle conifere Leptoglossus occidentalis Heideman (eterottero, fam. Coreidi). Come questi ultimi, la cimice dell'olmo non punge l'uomo e non è vettore di agenti patogeni; pertanto, non arreca danni diretti alle persone, agli animali o ai manufatti contenuti nella case (mobili, ecc.); essa non può riprodursi all'interno degli edifici, poiché per deporre le uova e per potersi sviluppare ha bisogno delle piante ospiti (olmi) su cui alimentarsi.

Distribuzione Geografica

L'Arocatus melanocephalusè diffuso nell'Europa centro-meridionale (escluse le Isole britanniche) e nell'Asia sud-occidentale, approssimativamente fra il 40° e il 50° parallelo nord. È presente in Spagna, Portogallo, Svizzera, Francia, Austria, ex Cecoslovacchia, Ungheria, ex Jugoslavia, Turchia e Russia Meridionale.

Situazione in Italia

In Italia è presente in tutta la penisola, in Sicilia e Sardegna.

Come Affrontare L'infesatazione

Campionamenti

L'inizio delle infestazioni di Arocatus melanocephalus in primavera può essere monitorato per mezzo di campionamenti degli olmi, in corrispondenza delle fruttificazioni, o controllando le samare cadute a terra sotto gli stessi. Nel corso della tarda primavera, dell'estate e dell'autunno è possibile monitorare la presenza degli adulti mediante l'installazione di cartelle cromotropiche gialle invischiate poste sugli olmi o all'esterno delle abitazioni solitamente infestate (in prossimità di olmi).

Metodi di lotta

  • Mezzi chimici:

    Per evitare l'ingresso di adulti della cimice degli olmi nelle abitazioni è possibile effettuare trattamenti insetticidi (con prodotti a lungo effetto residuale, ad esempio piretroidi), sui muri e sui telai degli infissi all'esterno delle abitazioni. Laddove le infestazioni si ripetono anno dopo anno a livelli molto alti si può prendere in considerazione l'eventualità di irrorare gli olmi con insetticidi (es. con piretroidi o fenossiderivati) contro i giovani di Arocatus melanocephalus o addirittura l'abbattimento di alberi, non di pregio, in quanto troppo a ridosso delle abitazioni. Si possono utilizzare solo prodotti insetticidi espressamente autorizzati all'uso, rispettando tutte le avvertenze riportate in etichetta.;

  • Mezzi fisico-meccanici:

    Per limitare l'ingresso di questi insetti nelle abitazioni e in altri edifici è opportuno mettere in atto alcuni semplici accorgimenti, quali la chiusura delle fessure di porte, finestre, rotolanti, ecc., e la schermatura di finestre, sottotetti e altro con reti o zanzariere. Quando entrati gli insetti possono essere eliminati meccanicamente.

Lotta endoterapica

Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.

Le altre avversità:

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