Cameraria ohridella
Introduzione
La Cameraria è un lepidottero appartenente alla famiglia Gracillaridi. Si tratta di piccole farfalle la cui
larva viene detta minatrice in quanto si nutre del tessuto presente tra le due epidermidi della foglia, creando
una galleria di forma caratteristica.
La Cameraria rappresenta un caso abbastanza particolare per il fatto di essere rimasta sconosciuta fino a pochi
anni addietro. Il primo studio approfondito è quello effettuato da Pschorn-Walcher in Austria nel 1994. Tra i
motivi anche lo scarso interesse dell'Ippocastano quale pianta forestale.
A partire dal 1997 l'insetto ha iniziato a compiere danni sempre maggiori anche sugli Ippocastani
dell'Emilia-Romagna. La farfallina si è diffusa dal luogo di primo avvistamento (lago di Ohrid in Macedonia)
in gran parte dell'Europa, fino nei Paesi Bassi e Belgio, e nell'Italia settentrionale.
Nome Scientifico
Cameraria ohridella Deschka & Dimic 1986, Insecta: Lepidoptera Gracillariidae.
Nome Comune
Minatrice fogliare dell'Ippocastano (inglese: horse chestnut leafminer).
Descrizione dell'insetto
Adulto
E' una farfallina (circa 3-5 mm) di colore ocra metallico con striature bianche e nere sulle ali anteriori tenute a tetto sul corpo. Ali posteriori grigie con frangie, antenne lunghe, zampe con bande bianche e grigio scuro. Sono visibili principalmente sui tronchi.
Uovo
Visibile con l'ausilio di una lente. Rotondo ed appiattito (0,2-0,4 mm), biancastro-trasparente, è incollato sulla pagina superiore delle foglie.
Larva
Ha una lunghezza di 1-2 mm. Sguscia dall'uovo direttamente all'interno della foglia. Dentro, tra le due lamine della foglia, scava una galleria detta mina, che da rotonda si allarga sempre a formare una macchia irregolare (circa 2-4-cm). Se diverse di queste mine si fondono formano un'unica grande macchia che provoca la caduta anticipata della foglia.
Mina
Forma irregolare, tondeggiante o ellittica, di alcuni centimetri. In caso di elevata infestazione le mine confluiscono tra loro. Le mine non devono essere confuse con le necrosi causate dal fungo Guignardia aesculi, che è molto pericoloso e può portare alla morte dell'albero, o da fisiopatie non parassitarie. L'insieme di queste avversità unite alla Cameraria può portare a una precoce defogliazione e conseguente rifioritura. Per tale motivo è necessario guardare la foglia controluce per identificare la larva o la crisalide o le loro spoglie.
Pupa o Crisalide
La larva matura si tesse un bozzoletto di seta, sempre tra le due lamine fogliari. Compie la metamorfosi in crisalide (3-5 mm di lunghezza). Quando deve sfarfallare l'adulto, la crisalide con una punta anteriore fa un foro nella pagina superiore della foglia e si porta parzialmente fuori dalla mina.
Come Vive
In autunno, nelle foglie cadute a terra, si trovano le crisalidi. Nella primavera successiva sfarfallano gli adulti. Le femmine depongono le uova sulle foglie nuove. Si susseguono diverse generazioni. Nel 1999, a Bologna sono state osservate quattro generazioni complete. La minatrice fogliare dell'Ippocastano si chiama così proprio perché si sviluppa bene solo sulle foglie di questi alberi. Le varietà di Ippocastani a fiori rossi sono meno colpite.
Ciclo Biologico
Produce 4-5 generazioni all'anno; volo adulti a maggio, luglio e settembre.

Svernamento: come crisalide all'interno delle foglie cadute a terra, in stadio quiescente fino a 6 mesi;
Sfarfallamento: in primavera sfarfallano prima i maschi e alcuni giorni dopo le femmine. Dopo l'accoppiamento le femmine depongono le uova sulla pagina superiore delle foglie;
1ª Generazione: dopo una incubazione di 2 settimane nascono le larve. Queste scavano mine
irregolari in cui si incrisalidano a 4 settimane dalla schiusa. La metamorfosi avviene in circa 2 settimane,
quindi sfarfalla l'adulto lasciando l'esuvia pupale infissa perpendicolarmente sulla mina;
2ª Generazione: come la precedente;
3ª Generazione: come la precedente;
4ª Generazione: come la precedente, ma si ferma allo stadio di pupa, che entra in diapausa
e sverna.
Ospiti
Aesculus hippocastanum (Ipposcastano a fiori bianchi), A. paviflora. Recentemente è stata segnalata la presenza del parassita anche su Acero.
Nota: l'Ippocastano, anche se importato appena 4 secoli fa dall'europa sud-orientale, risulta
attualmente uno degli alberi da ombra più diffusi in ambiente urbano, anche grazie alla sua resistenza agli
stress ambientali.
Danni
Il danno è causato dalle larve che si nutrono all'interno delle foglie, scavando mine.
Progressivo deperimento degli Ippocastani, in particolare se si ha la concomitante presenza di altre fitopatie
quali antracnosi e bruciore non parassitario, quest'ultimo dovuto all'azione di sale, metalli, inquinamento
dell'aria. Difficilmente l'insetto porta la pianta a morte, cosa che è però segnalata in caso di attacchi
massicci e reiterati. Dove la Cameraria è presente in elevata densità, le foglie possono risultare completamente
coperte dalle mine della seconda generazione. Si può così avere una filloptosi del 100% in agosto: le foglie
imbruniscono, seccano e quindi cadono. La terza generazione può soffrire di elevata mortalità per competizione
intraspecifica. Nota: la Cameraria non punge e non è pericolosa per l'uomo.
Origine e diffusione
Areale d'origine
La specie è stata rinvenuta per la prima volta in Macedonia nel 1985 (Simova-Tosic & Filev 1985), e descritta come nuova specie da Deschka & Dimic nel 1986, sempre in Macedonia. A causa del basso numero di competitori naturali si è daccordo sul fatto che la Cameraria sia stata introdotta in Macedonia a partire dal suo areale di origine, che resta incerto. Siccome la specie è strettamente associata alle ippocastanacee, si è ipotizzato che l'introduzione sia avvenuta a partire dal nord-America oppure dall'oriente euro-asiatico.
Sucessive segnalazioni
Successive segnalazioni:
- 1989: Austria;
- 1992: nord-Italia;
- 1993: Germania, Ungheria, Rep. Ceca;
- 1994: Rep. Slovacca;
- 1998: Svizzera.
Diffusione Attuale
L'insetto sembra essersi diffuso dalla Macedonia a buona parte dell'Europa centro-orientale: Albania, Austria, Rep. Ceca, Croazia, Germania, Macedonia, Rep. Slovacca, Slovenia, Svizzera, Ungheria, Italia (Nord-est, Lombardia ed Emilia romagna).
Tendenza
La specie è in fase di rapida espansione anche per il fatto che i competitori naturali non appaiono in grado di esercitare un'efficace contenimento. La via di diffusione più probabile è quella passiva veicolata dall'uomo (mezzi di trasporto, commercio di piante di Ippocastano destinate al trapianto, ecc.).
Situazione attuale in Italia
Nel 2000 sono stati rilevati ingenti danni ad es. a Milano, per cui la Cameraria è divenuta di "dominio pubblico" e numerosi articoli, anche su quotidiani se ne sono occupati. Al sud è però ancora assente.
Come affrontare l'infestazione:
-
Metodi Fisico-Meccanici: asportazione/distruzione delle foglie cadute in autunno.
La raccolta e distruzione delle foglie cadute uccide la maggior parte delle crisalidi svernanti limitando
la diffusione nell'anno successivo.
Si fa notare che la combustione delle foglie può porre problemi di inquinamento a causa del frequente elevato
contenuto in metalli pesanti delle foglie. Una soluzione adottata dal comune di Vienna è il compostaggio. - Trattamenti Insetticidi: i trattamenti alla chioma mediante irrorazione risultano onerosi (in bibliografia si parla di 5-30 USD/albero), di efficacia limitata nonchè rischiosi data la collocazione urbana delle piante.
- Uso di Feromoni: è allo studio l'utilizzo dei feromoni sessuali, nelle solite tre modalità: monitoraggio: si catturano i maschi sfarfallanti dalle pupe svernanti. Escono alcuni giorni prima delle femmine e perciò vi è il tempo per effettuare i controlli e stabilire sia la densità della popolazione sia il posizionamento dell'eventuale trattamento contro le femmine o le uova;
- Confusione: si rilascia nell'aria un'elevata quantità di feromone in modo che i maschi non riescano più a localizzare le femmine, in modo quindi che la copula non possa avvenire;
- Cattura di massa: si colloca un elevato numero di trappole, entro cui i maschi sono attirati e uccisi. In sperimentazione trappole in cui i maschi vengono infettati da un agente patogeno e quindi rilasciati.
- Lotta Biologica: si ipotizza che nel futuro l'unico sistema di controllo economicamente e tecnicamente possibile sarà di tipo biologico. A tale scopo è però necessario identificare l'areale d'origine della Cameraria.
Lotta endoterapica
Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.
















