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Hyphantria cunea

Hyphantria cunea

Introduzione

L'Ifantria è un lepidottero appartenente alla famiglia Arctidae. Defogliatore allo stadio larvale, polifago, di origine americana, è arrivato in Italia facendo molti danni a cavallo tra anni '80 e '90, soprattutto su pioppeti e alberature ornamentali. Nei tardi anni '90 è regredito, anche grazie all'azione di predatori e parassitoidi, tra cui si ricordano i ditteri Tachinidi. Attualmente se ne segnalano pollulazioni locali.

Nome Scientifico

Nome Comune


Hyphantria cunea(Drury)


Ifantria americana o bruco americano



Descrizione dell'insetto:

Adulto di Hyphantria cunea

Adulto:

Ha una lunghezza di 11-15 mm, con un'apertura di 25-30 mm. Le ali anteriori sono di colore bianco niveo, nella forma textor Harr. frequente nella femmina), oppure con serie trasversali di piccole macchie rotonde nere più o meno evidenti (soprattutto presenti nel maschio (forma cunea Drury, presente nei maschi e negli individui della prima generazione). Le antenne sono filiformi nella femmina e bipettinate nel maschio. Le zampe anteriori sono giallastre. E' un lepidottero notturno.

Uova

Uovo

Ha dimensioni di circa 0,5 mm di diametro, è di forma sferica, giallo-verdognolo inizialmente, poi grigiastro. Le ovature comprendono qualche centinaio di elementi in monostrato, ricoperte di rada peluria.

Larva

Larva

  • Larva giovane: giallastra, con tubercoli dorsali bruni portanti setole, capo nero;
  • Larva matura(30-40 mm di lunghezza a completo sviluppo): dorso con colore variabile, bianco-grigiastro o verdastro più o meno scuro, con una larga fascia longitudinale dorsale e fasce laterali giallo-verdastre. Il corpo è fornito di due file di tubercoli dorsali bruni portanti lunghe setole biancastre.
Pupa

Pupa o Crisalide

E' lunga 10-15 mm, di colore bruno-rossastra e presenta un apice addominale acuminato. La metamorfosi avviene ù all'interno di un rado bozzolo fatto da escrementi, setole larvali e fili sericei.


Possibilità di errore nell'identificazione

L'Ifantria può essere confusa con altre larve pelose di lepidotteri defogliatori, dette "gatte pelose", ad esempio:


Come Vive:

Compie 2 generazioni/anno:

Ciclo


Svernamento: sverna la crisalide sulle cortecce, su detriti o sul suolo. Gli adulti sfarfallano ad aprile-maggio, si accoppiano e le femmine appena fecondate depongono circa 700 (da 200 a 1000) uova sulla pagina inferiore delle foglie, in particolare nella parte più alta e soleggiata della chioma.


Infestazione

Ospiti

Ampiamente polifago ed è stato segnalato su circa 200 piante ospiti. Predilige le specie arboree decidue, ed in particolare Gelso e Acero (Acer negundo). Infesta anche: noce, sambuco, salice, pioppo, platano, olmo, tiglio, faggio, quercia.
Risultano resistenti le Robinie e gli Ippocastani.
Le infestazioni possono interessare anche piante da frutto: susino, melo, cotogno, pero, ciliegio, albicocco, vite, e, più raramente, il pesco.

Danni

Le larve si nutrono delle foglie, ma sulle pomacee possono erodere anche i frutti. Le foglie vengono avvolte da una tela sericea ed erose dapprima sulla pagina inferiore, poi interamente, tranne le nervature principali. Viene interessata una o poche branche (prima generazione - luglio), specie sulla parte alta della chioma, ma nei casi più gravi (seconda generazione - agosto)l'intera pianta può venire defogliata. Il danno sulle ornamentali è generalmente di tipo estetico e fisiologico con ripercussioni sulla loro vitalità e sull'accrescimento. Sul Pioppo si riduce l'incremento legnoso. Sui fruttiferi i danni sono generalmente trascurabili poiché gli attacchi interessano solo qualche ramo o i pochi esemplari posti nelle vicinanze delle latifoglie fortemente infestate. La pelosità delle larve non procura le pericolose conseguenze date da quella della processionaria.

Origine e Diffusione:


Areale d'origine

L'Ifantria è originaria del Nord-America: Canada meridionale e gran parte degli Stati Uniti.

Successive segnalazioni

Introduzione in Europa: è stata segnalata per la prima volta in Ungheria, nel 1940. Da qui l'Ifantria si è diffusa a tutto l'est europeo;

Comparsa in Italia: è stata segnalata in Emilia Romagna intorno al 1980. Probabilmente l'Ifantria è giunta alla metà degli anni '70 nella provincia di Reggio Emilia e da qui ha esteso la sua invadenza alle regioni limitrofe, seguendo soprattutto le grandi direttrici di traffico. Nel 1983 è stata segnalata anche a Mantova ed è giunta a Milano nel 1990.
N.B.: da recenti studi sembrerebbe che la popolazione di Ifantria presente in pianura padana deriverebbe direttamente dall'America, e non dall'Ungheria;

Diffusione attuale

Attualmente l'Ifantria è diffusa nel Nord-America (Canada, Stati Uniti e Messico), in Europa centrale, in Ucraina, nel Giappone e in Corea.

Come Affrontare L'infesatazione Diffusione

Come fattori limitanti naturali va sottolineato che l'Ifantria è sensibile alle basse temperature e bassa umidità. Specialmente il freddo può colpire in autunno le larve ritardatarie e in inverno le crisalidi non ben protette.
Utile risulta anche l'azione degli uccelli insettivori e di un Baculovirus agente della granulosi delle larve.
Tuttavia l'azione degli antagonisti naturali si rivela molto spesso insufficiente per cui per contrastarne lo sviluppo è necessario ricorrere alla lotta artificiale.
Innanzitutto è consigliabile vigilare sullo stato fitosanitario delle piante ospiti preferite (Acer negundo e Gelso) per sopprimere i primi focolai e impedirne la diffusione nelle aree da poco colonizzate.
Nel caso di limitate infestazioni e su piante di sviluppo ridotto si può ricorrere all'asportazione e alla distruzione dei nidi ospitanti le larve. Negli altri casi è necessario ricorrere alla lotta con preparati biologici o chimici.

Metodi di lotta


Lotta endoterapica

Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.

Le altre avversità:



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