

In arrivo dall'America il "cimicione delle conifere" è un nuovo ospite della fauna italiana.
E' un eterottero appartenente alla famiglia dei correidi, originario delle zone più a ovest
dell'America settentrionale, dove è conosciuto come cimice dei semi di conifera dell'ovest oppure cimice
dalle zampe a foglia. In Europa, finora, il Leptoglossus occidentalis è l'unico rappresentante di questo genere.
Dall'aspetto poco piacevole in autunno cerca di accasarsi nelle abitazioni per svernare, non arreca danni alle
persone, ma se molestato emette un odore veramente sgradevole.
Nome Scientifico |
Nome Comune |
Leptoglossus occidentalis |
Cimicione delle conifere (nome inglese: western conifer seed bug oppure leaf footed bugs) |
Nelle zone di origine del nord America, il cimicione compie una generazione all'anno. Nel Messico sono
segnalate fino a 3 generazioni/anno.
In Italia potrebbe svolgere una o due generazioni.
Sverna come adulto riunito in gruppi numerosi in luoghi riparati dai rigori invernali, preferendo spesso le abitazioni. In primavera abbandona i ricoveri invernali per dirigersi sulle piante ospiti (varie specie di conifere) e comincia a mangiare i semi presenti negli strobili (coni) in maturazione.
Il Leptoglossus occidentalis si alimenta pungendo e succhiando gli strobili e i semi di oltre 30 specie di conifere fra cui: Pinus strobus, Pinus sylvestris, Pinus nigra, Pinus mugo, Picea spp, abete di Douglas (Pseudotsuga spp. ) ecc. Inoltre può essere particolarmente dannoso per la coltura del pistacchio (Pistacia vera).
Il cimicione delle conifere è in grado di pungere sia i semi in via di sviluppo che, non avendo ancora il tegumento indurito, collassano; sia i semi col tegumento già indurito, provocando l'alterazione dell'endosperma che assume una consistenza spugnosa. I danni a tali organi della riproduzione sono difficilmente quantificabili, tuttavia nel caso di impianti da seme si possono avere perdite di raccolto anche superiori al 40%. I semi in qualche modo danneggiati hanno una capacità di emergenza ridotta di oltre l'80% , ma le piantine che riescono a nascere non sembrano avere poi problemi di sviluppo. Alle piante adulte il cimicione delle conifere non procura alcun danno, pertanto, in ambiente urbano (parchi e giardini) il problema della sua presenza deriva esclusivamente dalle sue abitudini di cercare rifugio dai freddi invernali all'interno delle abitazioni.
Originario delle zone più a ovest dell'America.
A partire dalla fine del 1800 ha iniziato a colonizzare gli Stati Uniti, il Messico e il Canada dove ora è ampiamente diffuso.
Nel 1999 è stata accertata per la prima volta la sua presenza nell'Italia settentrionale; attualmente è insediato in Lombardia e Veneto, ma sembra in rapida espansione.
Come Affrontare L'infesatazioneNel continente Americano non si ritiene necessario intervenire con insetticidi a difesa delle alberature
dell'arredo urbano e dei boschi con presenza di conifere.
Il cimicione non è considerato insetto particolarmente dannoso, non ci sono insetticidi specificamente registrati
contro questo fitofago. Per ostacolare l'ingresso in casa di un elevato numero di insetti si consiglia di
chiudere per tempo le fessure di porte e finestre che potrebbero essere potenziali punti di accesso all'inizio
dell'autunno.
Se si trova qualche esemplare all'interno dell'appartamento, si suggerisce di allontanarlo meccanicamente senza
schiacciarlo per evitare l'emissione del nauseabondo odore.
Alcuni studiosi americani hanno trovato la presenza di un feromone di aggregazione emesso in autunno dai maschi
che funziona da potente richiamo per formare gruppi numerosi nei siti di svernamento.
Qualora questo prodotto venga sintetizzato e reso disponibile sul mercato, potrebbe essere utilizzato per delle
catture di massa dell'insetto nel periodo autunnale.
Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.
Le altre avversità: