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Matsucoccus feytaudi

Matsucoccus feytaudi

Introduzione

La Cocciniglia della corteccia del Pino marittimo (Pinus pinaster) colonizza la corteccia del tronco, dei rami e delle grosse radici che affiorano dal terreno.

Nome Scientifico

Matsucoccus feytaudi (Ducasse).

Nome Comune

Cocciniglia della corteccia del Pino marittimo.

Descrizione dell'Insetto


Adulto

La femmina è priva di ali, piriforme, di colore rossastro. Possiede zampe e antenne relativamente corte e un apparato boccale atrofizzato. Le sue dimensioni sono di circa 2,5-3 mm di lunghezza.
Il maschio invece è alato ed è lungo circa 2 mm. L'estremità addominale è fornita di due lunghi raggi cerosi di colore bianco.





Uova

Di forma ovoidale e di dimensioni 0,35x0,15 mm, sono di colore giallo crema e si trovano immerse in un ovisacco sericeo bianco.




Neanide

È di colore giallastro ed è fornita di zampe ed antenne durante la prima età. Le neanidi della seconda età della linea femminile sono trasformate in cisti color ardesia o azzurrastro, di forma globosa, fortemente appiattite e modellate p er la pressione contro le pareti delle fessure corticali entro le quali sono incistate. Le neanidi di seconda età della linea maschile invece generano neanidi di terza età (proninfa) mobili. Le dimensioni sono di circa 1,35x0,7 mm per quelle della linea maschile e 2,5x2 mm per la linea femminile.




Prepupa

La prepupa è avvolta da un involucro ovoidale di fili sericei bianchi.




Come Vive

Ciclo Biologico

Produce una sola generazione all'anno e sverna sotto forma di neanide di seconda età incistidate nelle anfrattuosità della corteccia. Le neanidi della linea maschile in dicembre originano neanidi di terza età o proninfe che si internano entro grovigli sericei ovoidali di colore bianco candido, riuniti sovente in ammassi sotto le placche corticali o entro i resti di afidi cinarini già parassitizzati. Le cisti della linea femminile, alla fine di gennaio o ai primi di febbraio, si evolvono in femmine piriformi che si accoppiano con i maschi neosfarfallati, con conseguente deposizione di circa trecento uova entro ovisacchi sericei bianco candidi. Poco dopo lìovodeposizione le femmine muoiono Le uova si schiudono, a seconda dell'andamento stagionale, da fine marzo metà aprile alla metà di maggio. Le neanidi della I età sono assai mobili e vagabondano per soli 5-6 giorni sulla corteccia del tronco, delle branche e delle radici scoperte per poi internarsi nelle anfrattuosità corticali o sotto le squame alla base, degli aghi. Dopo essersi accresciute in volume e aver assunto un aspetto piriforme si trasformano in neanidi apode della II età e assumono un aspetto cistiforme durante il mese di settembre. Queste neanidi sono poi destinate a superare l'inverno.

Ospiti

La cocciniglia vive sul Pinus pinaster. Gli attacchi interessano soprattutto le piante già sviluppate. Quelle giovani hanno una corteccia poco spessa e con poche anfrattuosità che mal si presta ad ospitare le neanidi.

Danni

L'insetto colonizza la corteccia del tronco, dei rami e delle grosse radici affioranti dal terreno. Le alberature infestate presentano tipicamente ingiallimenti, arrossamenti, anomala caduta degli aghi, scoli resinosi lungo il tronco e deperimenti vegetativi progressivi, che possono portare alla morte delle piante più colpite in un paio di anni.
I danni sono causati dalla sottrazione della linfa e dall'emissione di tossine da parte delle neanidi che determinano alterazioni cellulari dei tessuti circostanti i punti di suzione.
Dopo una prima fase della durata di qualche anno, durante la quale il tronco viene via via colonizzato, le piante manifestano un ingiallimento seguito dall'arrossamento della chioma. Segue la caduta degli aghi ancora verdi, con conseguente diradamento della vegetazione e la comparsa di scoli resinosi lungo il tronco. II deperimento delle piante diviene progressivo e inarrestabile e si conclude con la morte dei pini colpiti nel volgere di pochi anni.
Contribuiscono ad accelerare il decadimento vegetativo dei pini infestati diverse specie fitofaghe corticicole (Pissodes notatus L., Tomicus minor Htg., Dyorictria sylvestrella Ratz. e Cydia coniferana Ratz.) che colonizzano le piante dopo la prima fase di attacco della cocciniglia.

Origine e Diffusione

Areale d'origine

Il Matsucoccus feytaudi è stato scoperto nel 1935 nelle Landes della Francia fra la Gironda e l'Adour. È comparsa nel 1956 nei boschi del massiccio dei Monti Mori per poi propagarsi nei popolamenti di Pino marittimo delle Alpi Marittime e in territorio italiano, in quelli della riviera ligure occidentale. Attualmente la cocciniglia del Pino marittimo è endemica in gran parte della Francia, nel nord del Portogallo e in Marocco. Presenze endemiche sono segnalate anche nel sud-est della Francia (Provenza) e in Liguria.

Come affrontare l'infestazione

La lotta si basa innanzitutto sull'adozione di pratiche silvocolturali atte ad impedire il degrado dei boschi e su un'attenta opera di sorveglianza per distruggere i primi focolai di infestazione. Quando gli attacchi interessano ampi fronti l'avanzata della cocciniglia diviene inarrestabile. Gli eventuali interventi vanno realizzati nei giorni in cui le neanidi si muovono alla superficie della corteccia o comunque prima che siano entrate nella profondità delle anfrattuosità. Considerato che il periodo di mobilità delle neanidi è molto breve, per meglio individuarlo si possono utilizzare fasce adesive da collocare intorno al tronco, in modo da ottenere trappole spia di cattura delle neanidi. Tra i prodotti impiegabili è da citare l'olio bianco attivato con diazinone, clorpirifos metile e fenitrotion. Nei popolamenti di pino marittimo privati e demaniali la lotta contro il fitomizo è resa obbligatoria ed è regolamentata dal D.M. 22 Novembre 1996 (G.U. 285 del 5.12.96), attraverso provvedimenti di igiene forestale e di controllo del legname da commercializzare.

Lotta endoterapica

Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.

Le altre avversità:

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