Technogreen

Metcalfa pruinosa

Metcalfa pruinosa

Introduzione

La Metcalfa è un rincote omottero della famiglia dei flatidi (famiglia tipica di paesi tropicali e poco rappresentata in Europa). Presenta un apparato boccale succhiatore perforante che gli permette di nutrirsi della linfa delle piante infestate.
Trattasi di una specie dannosa alla vite, ma essendo notevolmente polifaga, quasi totalmente priva di antagonisti naturali, vive e si è diffusa enormemente interessando anche frutteti, piante arboree, arbustive ed erbacee sia spontanee che ornamentali invadendo tutti i nostri giardini.

Nome Scientifico

Metcalfa pruinosa Say.

Nome Comune

Metcalfa.

Descrizione

Adulto

Adulto

Ha una lunghezza di 7-8 mm. Ha occhi giallo-aranciati, ali trapezoidali mantenute a tetto molto spiovente nella posizione di riposo, elitre grigio-brune con variegature chiare, per l'incompleta distribuzione della cera che le ricopre, e con piccole macchie rotondeggianti fuligginose nere poste nella metà prossimale. Il colore inizialmente bianco tende a virare, con l'invecchiamento verso il grigio bruno. Il maschio è leggermente più piccolo della femmina, con dimorfismo sessuale poco accentuato.



Uovo

Uovo

E' circa 1 x 0,5 mm, di forma subcilindrico-allungato, leggermente appuntito ai due poli, con due solcature parallele longitudinali, di colore bianco-giallastro traslucido.




Larva

Forme Larvali

  • Neanidi: di colore bianco, appiattite dorso-ventralmente, ricoperte di cera con due vistosi pennelli posteriori di cera emessa da due ghiandole poste all'estremità dell'addome.
  • Ninfa: bianco-verdognola, simile alle neanidi ma con abbozzi alari e pennelli cerosi più evidenti.

Come Vive

Compie un'unica generazione all'anno.

Ciclo
Svernamento:

Sverna allo stato di uova deposte nelle screpolature corticali delle numerose piante ospiti, la schiusa ha inizio verso la metà di maggio, ma la schiusa delle uova non è simultanea e prosegue sino alla metà del mese di luglio prosegue, per oltre due mesi.

Forme larvali:

Le neanidi raggiungono la pagina inferiore delle foglie, si fissano in corrispondenza di una nervatura secondaria e iniziano a nutrirsi succhiando la linfa. Durante le età neanidali sono poco mobili: si spostano solo se sono disturbate o dopo ogni muta, per trovare un nuovo punto in cui inserire gli stiletti boccali. Le ninfe invece si spostano anche sui rametti giovani e tornano sulle foglie per la muta.

Torna Su

Adulti:

I primi adulti compaiono nella seconda decade di giugno, dopo 40-45 giorni dalla nascita, a seguito di tre stadi da neanide e due da ninfa. Sono ancora presenti in gran numero le forme giovanili. All'epoca dell'invaiatura la maggior parte degli individui ha tuttavia completato lo sviluppo. Dopo un paio di giorni, nei quali attendono di rinforzare i loro tegumenti, si portano sui rametti dove si dispongono allineati per poi spostarsi intorno agli stessi ogni qualvolta si sentono disturbati. Se la vegetazione viene smossa o in caso di forti piogge, compiono rapidi voli per cercare riparo, invadendo pesino le abitazioni. Durante le ore notturne, in settembre e ottobre, avvengono gli accoppiamenti, seguiti dalla deposizione delle uova in modo isolato e casuale: vengono infisse tramite l'ovodepositore, nelle screpolature della corteccia delle varie piante ospiti.

Ospiti

Essendo caratterizzato da un'ampia polifagia, l'insetto è stato trovato su una quarantina di ospiti compresi:

  • arbusti e cespugli infestanti (rovo, sambuco, biancospino),
  • piante erbacee coltivate e selvatiche (medica, trifoglio, soia, ortica, ecc.),
  • piante ornamentali (rosa, ligustro, eponimo, ibisco, alloro, oleandro, magnolia, viburno, ecc.),
  • latifoglie ornamentali ad alto fusto (gelso, olmo, acero, acacia, platano, pioppo, betulla, ippocastano, ailanto, ecc.),
  • piante da frutto (pesco, pero, melo, fico, kaki, albicocco, vite, olivo, limone, nocciolo, melograno, noce, fragola, ecc.)

Danni

Le larve si nutrono della linfa e producono rallentamenti della crescita dei germogli e deformazioni delle drupe, ma la abbondante secrezione gluco-cerosa (melata), oltre a creare disagi, favorisce la crescita di una abbondante fusaggine e danni alle foglie e al valore commerciale dei frutti. Sulla vite in particolare, l'insetto colonizza la pagina inferiore delle foglie, i germogli, i tralci e addirittura i grappoli, ricoprendoli con le sue abbondanti secrezioni. In caso di forte infestazione viene impedito il normale sviluppo dei germogli, mentre la melata richiama le vespe che finiscono per danneggiare i grappoli maturi. Gli attacchi di questo rincote sono maggiormente frequenti quando in prossimità delle viti si trovano siepi e macchie arbustive di acero campestre, robinia, sambuco o di altre piante ospiti che costituiscono in tal modo inesauribili fonti di infestazione. La dannosità dell'insetto si avverte soprattutto sulle piante di interesse ornamentale: quando l'infestazione è elevata si hanno rallentamenti nell'accrescimento dei germogli e, su piante come le rose, i fiori vengono deturpati e subiscono un notevole danno commerciale.

ORIGINE E DIFFUSIONE

Areale d'origine

La Metcalfa è originaria del Nord-America, dalle regioni atlantiche del Quebec fino al Messico, interessando soprattutto le zone meridionali degli Stati Uniti (Texas e Florida). Da oltre quindici anni si è diffusa anche in Europa.

Sucessive Segnalazioni

Comparsa in Italia: è stata segnalata in Veneto nei dintorni di Treviso verso la fine degli anni '70 e viveva prevalentemente sulla vite e su piante di interesse ornamentale. In un decennio ha invaso tutta l'Italia del nord e del centro fino alla Campania.

Tendenza

Per la vasta gamma di piante ospiti e la quasi totale assenza di antagonisti, è destinato da ampliare ulteriormente la sua diffusione.

Situazione attuale in Italia

Nel 2000 sono stati rilevati ingenti danni ad es. a Milano, per cui la Cameraria è divenuta di "dominio pubblico" e numerosi articoli, anche su quotidiani se ne sono occupati. Al sud è però ancora assente.

Come affrontare l'Infestazione

I provvedimenti di lotta per frenare l'invadenza dell'insetto possono dare scarsi risultati se nelle vicinanze sono presenti macchie di vegetazione spontanea, che costituisce un notevole serbatoio di reinfestazione.

Metodi di Lotta

  • Metodi Fisico-Meccanici: particolarmente importante è quindi mantenere libero da vegetazione arbustiva ed erbacea infestante una vasta zona circostante i nostri giardini o campi. Metcalfa pruinosa
  • Trattamenti Insetticidi: vanno effettuati sulle forme giovanili (neanidi e ninfe ), utilizzando insetticidi come fenitrotion, diazinone, entofenprox, ma occorre ricordare che per la scolarità delle nascite è necessario effettuare trattamenti ripetuti. In situazioni di emergenza, si può ricorrere a insetticidi fosforiti organici solitamente usati contro le tignole o cicaline. I trattamenti alla chioma mediante irrorazione risultano onerosi, di efficacia limitata nonchè rischiosi data la collocazione urbana delle piante.
  • Uso di Feromoni: è allo studio l'utilizzo dei feromoni sessuali, nelle solite tre modalità:
    • monitoraggio: si catturano i maschi sfarfallanti dalle pupe svernanti. Escono alcuni giorni prima delle femmine e perciò vi è il tempo per effettuare i controlli e stabilire sia la densità della popolazione sia il posizionamento dell'eventuale trattamento contro le femmine o le uova;
    • confusione: si rilascia nell'aria un'elevata quantità di feromone in modo che i maschi non riescano più a localizzare le femmine, in modo quindi che la copula non possa avvenire;
    • cattura di massa: si colloca un elevato numero di trappole, entro cui i maschi sono attirati e uccisi. In sperimentazione trappole in cui i maschi vengono infettati da un agente patogeno e quindi rilasciati.
  • Lotta Biologica: la Metcalfa ha un ridotto numero di predatori, possiamo segnalare alcune larve di neurotteri crisopidi, e da larve e adulti di coccinellidi.

Lotta endoterapica

Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.

Le altre avversità:

Torna Su

About us:

L'impresa Technogreen® nasce e si sviluppa dall'esperienza della Società Technochimica S.a.S, operante fin dal 1978 nel settore dell'igene ambientale e territoriale. Technogreen® viene costituita nel 1990 per rispondere all'esigenza di sviluppare al massimo la potenzialità connesse al settore del "verde urbano".

Technogreen® - Via Metastasio, 38 - 47521 CESENA (FC) - Tel: 0547-38.21.51 - Fax: 0547-63.13.66 - PI & Cod.Fisc: 02047510405