Paysandisia archon

Introduzione
Sulle coltivazioni di palme ornamentali di Italia, Francia e Spagna è stata segnalata la presenza di un lepidottero della famiglia delle Castniidae. Nel 2001 un gruppo di specialisti entomologi ha lavorato per acquisire una migliore conoscenza del parassita, per trovare i migliori metodi di lotta e per applicare nuovi regolamenti per l'importazione e la coltivazione delle palme anche amatoriali. In Provenza e Costa Azzurra , attualmente prolifera la Paysandisia archon Burm.
Nome Scientifico
Paysandisia archon Burm.
Famiglia: Castniidae; genere: Castnia Fabricuius (1807); specie: archon Burm. (1878).
Nome Comune
Paisandisia.
Descrizione
Adulto
E' una farfalla di grosse dimensioni e ben colorata, con un'apertura alare di circa 10 cm: il maschio è più piccolo della femmina. Il genere Castnia ha solitamente abitudini notturne, mentre la specie archon Burm ha abitudini diurne. Le ali anteriori sono di colore marrone olivastro con una sfumatura longitudinale più scura. Le ali posteriori sono rosse con macchie nere e bianche. Le antenne sono clavate. Le femmine sono distinguibili per le maggiori dimensioni.
Uovo
Fusiforme, di 4-5 mm di lunghezza, è di colore da bianco-grigiastro a rosa-crema e assomiglia a un chicco di riso. Ha 7 coste longitudinali, caratteristica che lo distingue da uova di altre specie di lepidotteri. Le uova sono deposte alla base del gambo fogliare in numero di 10-12 per pianta.
Larva
La larva si sviluppa per 11 mesi dentro il tronco di palme causando importanti danni che portano quasi sempre alla morte della pianta. Alla nascita misura qualche millimetro ed è di colore arancione a strisce e dotata di lunghe setole. Infesta entrambi i lembi fogliari. Crescendo fino a 60-80 mm a fine ciclo, diventa bianco-crema, dopo la muta e scava larghe gallerie nei germogli e nel cuore della palma. Il capo, parzialmente incassato nel primo segmento toracico, è di colore marrone;Ha corte zampe toraciche e pseudozampe addominali.
Pupa o Crisalide
Misura circa 5 cm di lunghezza ed è di colore marrone-giallastro. Presenta una serie di spinette brune disposte a pettine lungo ciascun segmento addominale. È protetta da un bozzolo, che la larva matura costruisce con escrementi, seta e fibre delle palme attaccate dentro il gambo fogliare.
Come Vive
La Paysandisia archon, come tutte le Castnie, ha un ciclo biologico molto lungo. Alle nostre latitudini questo insetto compie una generazione all'anno: da luglio-agosto al giugno-luglio dell'anno successivo. Ma non si esclude che alcuni esemplari possano completare il ciclo in due anni. La farfalla ha abitudini notturne, fa voli rapidi e di breve durata. La femmina possiede un ovodepositore a forma di ago lungo 4-5 mm con cui depone 6 uova alla volta all'inserzione del rachide fogliare, sui germogli e sulle fibre. La larva neonata si introduce nello stipite, dove scava nei tessuti teneri gallerie longitudinali e piuttosto rettilinee, le quali, approfondendosi, aumentano di diametro. Si nutre di amido e di fibre. Cresce velocemente e distrugge i germogli del cuore della palma. Le larve diventano molto appariscenti, soprattutto sulle palme molto giovani, quando raggiungono la maturità e hanno già provocato gravi danni. L'ultimo stadio larvale si porta verso la superficie dello stipite per formare il bozzolo e trasformarsi in crisalide. La farfalla vola prevalentemente da giugno a settembre, tuttavia esemplari adulti sono stati rinvenuti nei mesi di ottobre e novembre.
Ospiti
La Paysandisia archon compie il suo ciclo di sviluppo su molti generi di piante appartenenti alla famiglia delle Arecacee (palme). In Argentina è stata segnalata su palme autoctone quali Trithrinax campestris e Butia yatay, così come su specie esotiche quali Latania spp., Chamaerops spp. e Phoenix canariensis. Certamente fin dal 1973 sono stati segnalati danni su palme da olio, da cocco, canna da zucchero e anche banane, dovute a Castnia licus e Castnia daedalus. I danni, difficili da controllare in piante isolate e sparse su vasti territori, furono tuttavia verificati con precisione su coltivazioni industriali, estese per molti ettari, di palme da olio (Elaeis guineensis) in Perù, dove con trattamenti chimici si riuscì a controllare una forte infestazione di Castnia daedalus. La conoscenza del ciclo biologico del parassita e la precisa descrizione dei danni ha consentito un discreto successo della lotta. In Francia e Spagna questo xilofago è stato rinvenuto su numerose specie appartenenti ai generi Brahea, Butia, Chamaerops, Livistona, Phoenix, Sabal, Trachycarpus, Trithrinax e Washingtonia. Durante il monitoraggio effettuato dal Servizio Fitosanitario Regionale delle Mareche (ASSAM), nel 2004, è stata accertata la presenza di Paysandisia archon su Chamaerops humilis, Trachycarpus fortunei, Phoenix canariensis e Washingtonia filifera.
Sintomi e Danni
Nel settembre 2001 nella regione di Hyeressono stati constatati gravi danni, le palme introdotte dall'Argentina non sono parse affette, ma le altre (Washingtonia, Chamaerops, Phoenix, ecc.) sono state colpite nei tessuti teneri della corona e dei germogli apicali e sono state fatalmente compromesse. La manifestazione più caratteristica delle infestazioni di Paysandisia archon è la presenza di abbondante rosura all'esterno dello stipite delle piante. Un altro sintomo dell'infestazione è la presenza di esuvie abbandonate nella parte esterna della pianta. Effettuando sezioni del rachide fogliare di palme del genere Phoenix si possono vedere fori circolari in corrispondenza delle gallerie scavate dalle larve. Sintomi di perforazione del lembo fogliare sono causati dalle giovani larve, tuttavia questi possono essere confusi con quelli provocati da un altro lepidottero minatore. Il danno causato dalla Paysandisia archon può essere più o meno grave in funzione della specie vegetale, dell'intensità di attacco e dell'età della pianta. Lo stato di salute delle piante può essere seriamente compromesso allorché nel loro stipite convivano numerose larve.
Origine e Diffusione
Le Castniidae costituiscono una piccola famiglia di circa 81 specie (G. Lamas 1995, Perù) distribuite principalmente in America latina: dal Messico al Cile.
Areale d'origine
L'areale d'origine della Paysandisia archon è compreso fra Argentina e Uruguay, dove vive su palme spontanee, soprattutto del genere Trithrinax, senza creare danni economici. Chiamata Castnia archon fu descritta da nel 1913, fu rinominata Paysandisia archon quando fu trovata nell'omonima provincia dell'Uruguay nel 1918. Fernando Bourquin, entomologo argentino, nel 1933 descrisse le prime note sul ciclo biologico.
Sucessive segnalazioni
L'introduzione in Europa è stata dovuta dall'importazione di palme, pare fin dal 1913. Ne venne comunque segnalata la presenza in Spagna (nel 2001), Francia (nel 2001), Regno Unito (nel 2002 - presenza sporadica); più recentemente nelle isole Baleari (nel 2003).
Situazione attuale in Italia
In Italia alla fine del 2002 sono stati avvistati esemplari adulti sul lungomare di Salerno. Nel 2003 la Paysandisia archon è stata osservata nelle Marche (in Provincia di Ascoli Piceno) e nel 2004 in Toscana. Non si può escludere che il fitofago sia presente anche in altre regioni.

Come affrontere l'Infestazione
Sappiamo che gli inverni particolarmente freddi sono utili a ridurre le infestazioni. Nei nostri climi sulla costa mediterranea quando le temperature invernali sono inferiori allo zero le larve e le ninfe subiscono forti riduzioni della popolazione di parassiti presenti nell'annata successiva. Dopo il freddo di dicembre 2001 e gennaio 2002, quando le temperature sono state particolarmente basse, e con una estate non troppo calda, l'infestazione è stata abbastanza contenuta e i danni limitati. I produttori e gli amatori delle palme devono rispettare le regole in vigore sull'importazione dal continente americano. L'importazione di palme provenienti da produttori locali del mediterraneo devono essere attentamente monitorate e controllate. Attualmente solo le misure preventive possono permettere di limitare la diffusione e di salvaguardare le aree in cui non vi sia presenza della Paysandisia archon.
- Trattamenti Insetticidi: eventuali interventi con prodotti insetticidi vanno effettuati contro uova e larve neonate bagnando abbondantemente la vegetazione a livello della corona. Sono oggi la migliore risposta possibile. I trattamenti sono efficaci contro le larve, ma inefficaci sulla farfalla adulta, le sue uova e le ninfe. L'esperienza acquisita in Perù, su Castnia daedalus ha dimostrato che la vaporizzazione di insetticidi sulle foglie è perfettamente inutile. I migliori risultati si hanno versando la soluzione insetticida al centro della corona sulle giovani palme, sulle gemme non ancora aperte per riuscire ad introdurre il prodotto nelle gallerie. Come prodotti chimici sono consentiti trattamenti con Carbaryl. Una soluzione da 5 a 6 litri per pianta, in base alla dimensione della chioma, e comunque si deve raggiungere le gallerie che contengono i giovani stadi larvali, non attendere gli ultimi stadi quando i danni sono ormai già gravi ed è difficile riuscire a salvare comunque le piante. Uno o due trattamenti distanziati di circa 1 mese con soluzioni a base di trichlorfon, oppure carbaryl (gr.160 per 100 lt.) con risultati che arrivano al 90% della mortalità delle larve del parassita.
- Lotta Biologica: sono in fase di studio metodi di lotta biologica ed integrata per i quali è indispensabile approfondire le conoscenze del ciclo biologico della Paysandisia archon nei nostri ambienti, valutare l'esistenza di nemici naturali ed identificare il feromone sessuale di questa specie.
Lotta endoterapica
Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.
















