

Il Rhynchophorus ferrugineus (chiamato anche "Punteruolo Rosso") è un coleottero curculionide la cui specie è originaria dell'Asia meridionale e Melanesia. Nel 1994 l'insetto è comparso per la prima volta in Europa e precisamente in Spagna; oggi è segnalato anche in Italia (Sicilia, Campania, Toscana).
Nome Scientifico |
Nome Comune |
Rhynchophorus ferrugineus |
Punteruolo rosso delle palme |
Leggi anche:
L'insetto compie il suo ciclo vitale interamente all'interno della palma. La femmina depone circa 300 uova distribuite alla base delle giovani foglie o sulle ferite delle foglie o in cavità del tronco della palma. Le uova si trasformano in 2 o 5 giorni in piccole larve che bucano le palme, cibandosi dei tessuti delle stesse, eliminando tutto il materiale fibroso. Le larve si muovono verso l'interno della palma scavando tunnel e larghe cavità. Il periodo larvale varia da 1 a 3 mesi. Le larve si impupano in un pupario cilindrico formato da strati fibrosi (generalmente questa fase avviene fuori dal tronco, alla base della pianta). Dopo 14-21 giorni fuoriescono gli adulti. L'intero ciclo dura 4 mesi.
La palma da cocco (Cocos nucifera L. ) rappresenta la specie su cui il curculionide causa i danni economici più consistenti, ma possono essere attaccate numerose Arecaceae tra cui Areca catechu, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Caryota maxima, C. cumingii, Corypha elata, C. gebanga, Elaeis guineensis, Metroxylon sagu, Roystonea regia, Phoenix sylvestris. In anni più recenti, con la diffusione verso occidente il R. ferrugineus è stato segnalato su altre palme: Livistona decipiens, Phoenix canariensis, P. dactylifera, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei, Washingtonia spp..
I sintomi riscontrati su Phoenix canariensis, tutti esemplari adulti e talvolta di notevole interesse storico, inizialmente sono a carico delle foglie apicali: vista in lontananza la palma mostra asimmetrie della cima. Successivamente l'intera cima si piega, afflosciandosi su se stessa e la pianta sembra a distanza come capitozzata. Da vicino la cima appare fortemente danneggiata e in avanzato stato di marcescenza. In seguito all'avanzare dell'attività di nutrizione delle larve, l'intera chioma apparirà con tutte le foglie ripiegate verso il basso. Le palme in questo stadio d'infestazione sono già irrimediabilmente compromesse. A terra si possono rinvenire foglie con la base interessata da gallerie e rosure, provocate dalle larve del punteruolo, nonché bozzoli, della lunghezza di 4-5 cm e dall'aspetto di piccole noci di cocco, e infine adulti.
L'insetto è probabilmente originario dell'India meridionale; è specie tipicamente diffusa nell'Asia sud orientale, dove fin dall'inizio del secolo, è nota soprattutto per gli ingenti danni arrecati alle piantagioni di palma da cocco.

Negli anni '80 il curculionide è stato segnalato, in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Oman, anche se la presenza della specie nella penisola araba era stata già riportata ai primi del secolo. In seguito la diffusione in Medio oriente è avvenuta rapidamente e, a partire dal 1990, la specie è stata segnalata in Iran, poi in Egitto, Giordania, Israele e territori palestinesi. Dall'Egitto è stato inevitabile il passaggio all'Europa e già nel 1994 il curculionide è stato segnalato nel Sud della Spagna, a causa del commercio di palme ornamentali tra i due paesi.
E' segnalato in Campania, Sicilia, Puglie e Toscana. Con il Decreto Dirigenziale della Regione Campania del 31/01/06 n. 33 sono state approvate nuove misure fitosanitarie per il suo controllo e la sua eradicazione.
Come Affrontare L'infesatazione
La lotta al Punteruolo rosso delle Palme è obbligatoria su tutto il territorio nazionale
ed è regolamentata dal D.M. 09 novembre 2007.
Le più efficaci misure di controllo sono preventive: l'elevata aggressività di questo fitofago rende aleatorio
l'intervento curativo su piante sintomatiche. Il precoce rinvenimento di un attacco di punteruolo in vivaio,
giardino domestico, area verde o parco, quando ancora il sintomo è iniziale (asimmetrie a carico della cima),
può essere utile nel tentativo di isolare il fenomeno e circoscrivere il problema.
Nelle piante in buono stato vegetativo e non infestate, sono assolutamente da evitare gli interventi cesori,
poiché le ferite sono i siti per l'ovideposizione del fitofago.
Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.
Le altre avversità: