

I coleotteri scolitidi (Coleoptera Scolytidae) sono una delle più importanti famiglie di insetti in grado di approfittare delle precarie condizioni di vita dei soprassuoli arborei, e capaci di alterare le dinamiche di interi ecosistemi forestali. Fra i numerosi scolitidi annoverabili a carico dei pini, le specie appartenenti al genere Tomicus (= Blastophagus) sono fra i più temuti insetti forestali dell'arco alpino e delle regioni mediterranee.
Nome Scientifico |
Nome Comune |
Tomicus (= Blastophagus) piniperda |
Blastofago distruttore dei Pini |
Di forma ovale e di colore madreperla.
Bianca, exarate. Dimensioni: mm 5-6 di lunghezza.
Apoda, priva di mammelloni addominali, biancastra e con capo bruno. Dimensioni: mm 8-9 di lunghezza.
Di colore nero lucente con antenne e tarsi rossastri, elitre brune prossimalmente nerastre e baio-ferruginee nella restante parte, con regolare distribuzioni di strie e interstrie e con una depressione levigata nella parte declive e corrispondente alla seconda interstria a partire dalla sutura mediana, più marcata nel maschio.
Il comportamento biologico dell'insetto è legato alle condizioni ambientali che influenzano sia le modalità
di svernamento quanto il numero dei cicli di sviluppo e delle colonizzazioni delle piante ad opera degli adulti.
Lo scolitide può infatti compiere uno o due cicli all'anno, con possibile sviluppo di generazioni sorelle quando
le femmine, dopo un primo ciclo riproduttivo e un adeguato periodo di alimentazione entro i germogli, riprendono
nuovamente ad ovideporre senza essere rifecondate dai maschi.
L'inverno viene generalmente superato dagli adulti entro cunicoli ascendenti (covacci) lunghi cm 1,5-3, scavati
nella zona midollare dei rametti della parte alta ed esterna della chioma e il cui foro di entrata è ben visibile
per la presenza di un cercine resinoso. In altri casi, specialmente nelle regioni del nord, lo svernamento avviene
entro escavazioni praticate nella zona del cambio della parte bassa del tronco.
Queste costituiscono l'inizio di gallerie di proficazione scavate sul finire dell'estate, quindi interrotte per
il sopraggiungere dei primi freddi, all'interno delle quali può aver gia avuto inizio la deposizione delle prime uova.
Negli ambienti più caldi l'inverno può essere superato anche da larve e adulti sotto la corteccia.
Alla fine dell'inverno o agli inizi della primavera, quando la temperatura raggiunge per alcuni giorni i 12°C,
gli adulti abbandonano i loro rifugi per invadere il tronco delle piante deperite. Qui la femmina fora obliquamente
lo strato corticale per scavare un vestibolo dove viene fecondata dal maschio. Raggiunta la zona del cambio inizia lo scavo
di una "galleria di prolificazione" lunga 8-16 cm che, longitudinalmente e dal basso verso l'alto, decorre diritta o
leggermente cura senza intaccare gli strati legnosi. La galleria causa la comparsa di una vasta alterazione necrotica
dei tessuti del cambio, al di sopra e al di sotto della parte lesionata, che provoca il crollo della vitalità della
pianta e che denuncia l'attività primaverile dello scolitide. Nell'opera di scavo la femmina viene aiutata dal maschio
che provvede all'espulsione della rosura, biancastra o brunastra, altro segnale dell'attacco del blastofago ai tronchi.
Mano a mano che la femmina procede nello scavo della galleria di prolificazione depone uova singole entro cellette
che poi richiude con rosura ed escrementi. Ogni galleria alberga 50-100 uova. Le larve che gradualmente vanno nascendo
iniziano a scavare gallerie individuali che interessano lo strato corticale e che intaccano superficialmente anche il
cilindro legnoso. Per un primo tratto sono normali alla galleria materna per poi decorrere irregolarmente fino ad
apparire indistinte. All'estremità delle loro gallerie le larve mature si inpupano all'interno di una cella ovale per dare
gli adulti dopo 7-10 giorni. Questi fuoriescono attraverso fori nella corteccia con una sciamatura che si colloca
tra la fine di maggio e quella di giugno. L a scalarità delle fuoriuscite è legata alla gradualità della ripresa
dell'attività primaverile dello scolitide, al tempo che intercorre tra l'inizio e la fine della posizione delle uova
e alla minore velocità di sviluppo delle larve delle ultime ovodeposizioni che dispongono di un substrato in gran parte
alterato dalle larve nate prima.
U'altra sciamatura avviene in agosto ad opera degli adulti di "generazioni sorelle". Subito dopo la fuoriuscita dai
tronchi gli adulti raggiungono in volo le parti alte delle piante vigorose per scavare dapprima "gallerie di maturazione
sessuale" nei getti sviluppatisi durante l'anno e, in seguito, "cunicoli di svernamento".
Sulle piante di Pinus pinea e P. pinaster le gallerie di maturazione vengono scavate nei germogli. Alla fine
di luglio o ai primi di agosto gli adulti, dopo aver minato un secondo e a volte un terzo germoglio, formano una
galleria lunga qualche centimetro nella zona midollare dei rametti che si sono formati l'anno prima. All'interno di questo
cunicolo ascendente, il cui fondo termina a ridosso dell'ultima emissione vegetativa, l'adulto estiva e sverna.
Il foro di entrata è reso evedente da un cercine resinoso giallo fornito di orifizio crateriforme che l'adulto
mantiene costantemente aperto. I getti attaccati precocemente hanno l'aspetto di un pennello, per il ridotto accrescimento
degli aghi posti sopra il tratto minato , presentano un ingrossamento in corrispondenza della galleria e un callo
ove questa termina. In seguito all'attacco si ha abche l'emissione di germogli avventizzi di ridotto sviluppo o di
gemme nel tratto interessato dallo scavo. I getti infestati, pur conservandosi verdi, gia dalla fine dell'estate,
durante temporali o giornate molto ventose, si spezzano e cadono al suolo denunciando così l'avvenuto attacco del
blastofago a carico della chioma.
Sul Pinus nigra gli adulti neosfarfallati scavano gallerie di maturazione nei getti dell'anno. Essi penetrano
ad alcuni centimetri dall'apice dei getti principali per scavare una galleria midollare ascendente che termina a ridosso
della gemma apicale. La parte sopra il foro di entrata dissecca e quella sottostante si indebolisce. In quest'ultima
l'adulto scava poi un cunicolo di svernamento il cui foro di entrata può trovarsi a pochi o a diversi centimetri sotto
quello della galleria di maturazione. Questo cunicolo ascendente è lungo qualche centimetro e termina a ridosso della
galleria di maturazione, dalla quale rimane comunque separato da un setto.
Come è stato gia esposto all'inizio, a seconda delle condizioni ambientali, lo scolitide presenta uno o due cicli di
sviluppo con sciamature supplementari conseguenti allo sviluppo di generazioni sorelle.
Gli adulti attaccano i germogli, mentre le larve si sviluppano nella cortecciadel tronco e dei grossi rami.
Nella zona corticale del tronco e dei grossi rami le femmine scavano gallerie materne longitudinali, dalle quali si
dipartono escavazioni larvali; nella zona midollare dell'apice dei germogli vengono scavati cunicoli midollari da
parte degli adulti.
I danni arrecati dal Blastofago interessano, alternativamente, piante in buono stato vegetativo e soggetti deperiti.
Gli attacchi primari operati dagli adulti sui germogli delle piante in buono stato vegetativo portano ad un indebolimento
delle medesime che, negli anni sucessivi, andranno a costruire il substrato per lo sviluppo delle covate dello scolitide.
Le gallerie di prolificazione e quelle larvali scavate nei tronchi di soggetti indeboliti finiscono per causare deperimenti
irreversibili che si concludono con la morte delle piante.
Lo scolitide attacca in primo luogo Pinus pinea, quindi P. pinaster, P. nigra, P. brutia, più raramente O. halepensis, P. sylvestris, P. strobus ed eccezionalmente Picea excelsa e Larix decidua.
L'insetto è diffuso in Europa, Asia del nord e Nord-America.
Come Affrontare L'infesatazioneGli attacchi del Blastofago possono essere contenuti attraverso una corretta conduzione selvicolturale tendente a
mantenere le piante in buono stato vegetativo tramite opportuni diramenti selettivi.
Particolarmente attenta dovrà essere l'opera di sorveglianza delle piante durante il periodo di attività primaverile
degli adulti, prestando attenzione ai soggetti deperiti e provvedendo al loro taglio, all'esbosco o allo scortecciamento
e alla bruciatura della corteccia entro il mese di maggio, prima della sciamatura dei nuovi adulti. Per il risanamento
dei coniferamenti invasi dallo scolitide possono essere utilizzati tronchi esca per attirere le coppie parentali.
Essi vengono ottenuti da piante abbattute con le operazioni di diradamento e adeguatamente sfrondate. I suddetti vanno
posti in pile coniche entro il mese di febbraio, una per ogni spazio aperto e 1-2 per ettaro. Il suddetto materiale dovrà
poi essere sostituito ogni 45-50 giorni e bruciato prima della formazione degli adulti dalle covate sviluppatesi nella
corteccia. Qualora qusti non possono essere allontanati in tempo si avrà cura di irrorarli abbondantemente con insetticidi
di contatto per colpire gli adulti che fuoriescono dalla corteccia.
Per il controllo di tale avversità, è possibile eseguire Interventi Fitosanitari Endoterapici. I fitofarmaci da utilizzarsi sono specificatamente realizzati per l'uso endoterapico. Tali principi attivi vengono immessi nell'albero mediante iniezioni al tronco, senza alcuna dispersione nell'ambiente, e risultano molto efficaci se eseguite nell'epoca più adeguata per colpire tale patologia.
Le altre avversità: