Limacina del Pioppo e Quercia (Caliroa Varipes)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Limacina del Pioppo e Quercia
NOME COMUNE
Caliroa Varipes

Al genere Caliroa appartengono tre specie di imenotteri defogliatori: C. annulipes, C. cinxia e C. varipes. Tutte le caliroe hanno come ospite specifico la quercia ma occasionalmente sono in grado di trasferirsi sul Pioppo. Tra le querce risultano poco sensibili Quercus rubra, Q coccifera e Q. suber. Il danno è provocato dalle larve il cui corpo è completamente rivestito da una sostanza scura viscosa, emessa da ghiandole tegumentali, che li rende nero lucenti e le fa assomigliare a piccole lumachine. Questa sostanza mucosa quando la larva raggiunge la maturità scompare.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

Gli adulti compaiono in primavera e dopo l'accoppiamento la femmina depone le uova inserendole sotto l'epidermide della pagina inferiore delle foglie. Ogni foglia ospita sovente alcune decine di uova. Le larve nascono intorno alla metà di Maggio e, raggiunta la maturità verso la fine del mese o ai primi di Giugno, si lasciano cadere al suolo per impuparsi e dare i nuovi adulti. Durante il restante periodo vegetativo delle piante seguono altre due generazioni con svernamento nel terreno allo stato di larva imbozzolata.

UOVO:
Di forma ovoidale, traslucide e con corion liscio.

LARVA:
Di aspetto cilindrico più dilatato anteriormente. La testa è di colore bruno scuro, mentre il resto del corpo è verde, il tutto è ricoperto da una coltre di muco che scompare quando la larva raggiunge l'ultima età.

ADULTO:
Adulti di colore nero, testa con antenne in cui il terzo articolo è più corto dei due seguenti presi assieme, torace con ali sfumate di nero con stigma e nervature brune e una banda sottostigmatica dello stesso colore e zampe mesotoraciche con tibie bruno giallastre chiare nella parte mediana della faccia esterna nei maschi oppure leggermente anulate di bruno pallido alla base nelle femmine. In entrambi i sessi le zampe metatoraciche hanno tibie da bianco giallastro a bruno chiaro nel quarto basale e il primo articolo del tarso completamente nero o leggermente bruno giallastro alla base. Le dimensioni evariano tra 5 e 6 mm.

Diffusione e Danni

Attualmente è presente anche in Emilia Romagna. Le larve si alimentano del legno nella parte basale della pianta oltre che nelle radici. Questo determina un indebolimento strutturale, con possibile compromissione della stabilità delle piante attaccate, comportando il rischio di conseguente schianto o stroncamento improvvisi. Per questo motivo è richiesta la collaborazione della popolazione per segnalare le piante con sintomi della presenza dell'insetto, siano esse di proprietà pubblica e privata. I fori di farfallamento, perfettamente circolari, hanno un diametro di circa 2 cm e rappresentano una potenziale via di ingresso di patogeni.