Minatrice fogliare dell'Ippocastano (Cameraria ohridella)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Cameraria ohridella
NOME COMUNE
Minatrice fogliare dell'Ippocastano

La Cameraria è un lepidottero appartenente alla famiglia Gracillaridi. Si tratta di piccole farfalle la cui larva viene detta minatrice in quanto si nutre del tessuto presente tra le due epidermidi della foglia, creando una galleria di forma caratteristica. La Cameraria rappresenta un caso abbastanza particolare per il fatto di essere rimasta sconosciuta fino a pochi anni addietro. Il primo studio approfondito è quello effettuato da Pschorn-Walcher in Austria nel 1994. Tra i motivi anche lo scarso interesse dell'Ippocastano quale pianta forestale. A partire dal 1997 l'insetto ha iniziato a compiere danni sempre maggiori anche sugli Ippocastani dell'Emilia-Romagna. La farfallina si è diffusa dal luogo di primo avvistamento (lago di Ohrid in Macedonia) in gran parte dell'Europa, fino nei Paesi Bassi e Belgio, e nell'Italia settentrionale.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

In autunno, nelle foglie cadute a terra, si trovano le crisalidi. Nella primavera successiva sfarfallano gli adulti. Le femmine depongono le uova sulle foglie nuove. Si susseguono diverse generazioni. Nel 1999, a Bologna sono state osservate quattro generazioni complete. La minatrice fogliare dell'Ippocastano si chiama così proprio perchè si sviluppa bene solo sulle foglie di questi alberi. Le varietà di Ippocastani a fiori rossi sono meno colpite.
Produce 4-5 generazioni all'anno:

  • Svernamento: come crisalide all'interno delle foglie cadute a terra, in stadio quiescente fino a 6 mesi
  • Sfarfallamento: in primavera sfarfallano prima i maschi e alcuni giorni dopo le femmine. Dopo l'accoppiamento le femmine depongono le uova sulla pagina superiore delle foglie
  • 1ª Generazione: dopo una incubazione di 2 settimane nascono le larve. Queste scavano mine irregolari in cui si incrisalidano a 4 settimane dalla schiusa. La metamorfosi avviene in circa 2 settimane, quindi sfarfalla l'adulto lasciando l'esuvia pupale infissa perpendicolarmente sulla mina
  • 2ª Generazione: come la precedente
  • 3ª Generazione: come la precedente
  • 4ª Generazione: come la precedente, ma si ferma allo stadio di pupa, che entra in diapausa e sverna

UOVO:
Visibile con l'ausilio di una lente. Rotondo ed appiattito (0,2-0,4 mm), biancastro-trasparente, è incollato sulla pagina superiore delle foglie.

LARVA:
Ha una lunghezza di 1-2 mm. Sguscia dall'uovo direttamente all'interno della foglia. Dentro, tra le due lamine della foglia, scava una galleria detta mina, che da rotonda si allarga sempre a formare una macchia irregolare (circa 2-4-cm). Se diverse di queste mine si fondono formano un'unica grande macchia che provoca la caduta anticipata della foglia.

MINA:
Forma irregolare, tondeggiante o ellittica, di alcuni centimetri. In caso di elevata infestazione le mine confluiscono tra loro. Le mine non devono essere confuse con le necrosi causate dal fungo Guignardia aesculi, che è molto pericoloso e può portare alla morte dell'albero, o da fisiopatie non parassitarie. L'insieme di queste avversità unite alla Cameraria può portare a una precoce defogliazione e conseguente rifioritura. Per tale motivo è necessario guardare la foglia controluce per identificare la larva o la crisalide o le loro spoglie.

PUPA O CRISALIDE:
La larva matura si tesse un bozzoletto di seta, sempre tra le due lamine fogliari. Compie la metamorfosi in crisalide (3-5 mm di lunghezza). Quando deve sfarfallare l'adulto, la crisalide con una punta anteriore fa un foro nella pagina superiore della foglia e si porta parzialmente fuori dalla mina.

ADULTO:
Forma irregolare, tondeggiante o ellittica, di alcuni centimetri. In caso di elevata infestazione le mine confluiscono tra loro. Le mine non devono essere confuse con le necrosi causate dal fungo Guignardia aesculi, che è molto pericoloso e può portare alla morte dell'albero, o da fisiopatie non parassitarie. L'insieme di queste avversità unite alla Cameraria può portare a una precoce defogliazione e conseguente rifioritura. Per tale motivo è necessario guardare la foglia controluce per identificare la larva o la crisalide o le loro spoglie.

Danni

Il danno è causato dalle larve che si nutrono all'interno delle foglie, scavando mine. Progressivo deperimento degli Ippocastani, in particolare se si ha la concomitante presenza di altre fitopatie quali antracnosi e bruciore non parassitario, quest'ultimo dovuto all'azione di sale, metalli, inquinamento dell'aria. Difficilmente l'insetto porta la pianta a morte, cosa che è però segnalata in caso di attacchi massicci e reiterati. Dove la Cameraria è presente in elevata densità, le foglie possono risultare completamente coperte dalle mine della seconda generazione. Si può così avere una filloptosi del 100% in agosto: le foglie imbruniscono, seccano e quindi cadono. La terza generazione può soffrire di elevata mortalità per competizione intraspecifica. Nota: la Cameraria non punge e non è pericolosa per l'uomo.

Origine e diffusione

La specie è stata rinvenuta per la prima volta in Macedonia nel 1985 (Simova-Tosic & Filev 1985), e descritta come nuova specie da Deschka & Dimic nel 1986, sempre in Macedonia. A causa del basso numero di competitori naturali si è daccordo sul fatto che la Cameraria sia stata introdotta in Macedonia a partire dal suo areale di origine, che resta incerto. Siccome la specie è strettamente associata alle ippocastanacee, si è ipotizzato che l'introduzione sia avvenuta a partire dal nord-America oppure dall'oriente euro-asiatico. L'insetto sembra essersi diffuso dalla Macedonia a buona parte dell'Europa centro-orientale: Albania, Austria, Rep. Ceca, Croazia, Germania, Macedonia, Rep. Slovacca, Slovenia, Svizzera, Ungheria, Italia (Nord-est, Lombardia ed Emilia romagna). La specie è in fase di rapida espansione anche per il fatto che i competitori naturali non appaiono in grado di esercitare un'efficace contenimento. La via di diffusione più probabile è quella passiva veicolata dall'uomo (mezzi di trasporto, commercio di piante di Ippocastano destinate al trapianto, ecc.). in Italia, nel 2000, sono stati rilevati ingenti danni ad es. a Milano, per cui la Cameraria è divenuta di "dominio pubblico" e numerosi articoli, anche su quotidiani se ne sono occupati. Al sud è però ancora assente. Oggi è diffusa in tutto il nord e Centro Italia.