Antracnosi dell'ippocastano (Guignardia aesculi)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Guignardia aesculi
NOME COMUNE
Antracnosi dell' Ippocastano

La Guignardia aesculi è una micopatia dell'ippocastano.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Biologia ed epidemiologia

Le prime manifestazioni della malattia compaiono in primavera. Il patogeno si conserva come corpo fruttifero ascoforo della fase sessuata nelle foglie cadute a terra. Nella primavera successiva, da quando si aprono le gemme fino al germogliamento, lo pseudo-tecio libera le ascospore responsabili dell'infezione primaria. Attacca l'Aesculus hippocastanum (Ipposcastano), provocando una filloptosi anticipata. In Italia è presente su tutto il territorio nazionale.

Sintomi e diffusione

I sintomi si evidenziano sulle foglie con macchie irregolari sparse sul lembo (necrosi fogliare). Queste macchie dapprima sono decolorate, poi diventano verde intenso, avvizziscono, infine disseccano trasformandosi in tacche necrotiche rosso-brunastre dotate spesso di un alone giallo. Le tacche tendono ad estendersi sulla lamina fogliare e a confluire fra loro. L'identificazione della malattia può essere non facile per la comparsa di sintomi analoghi dovuti a stress fisiologico-ambientali; quest'ultima sintomatologia, detta "Bruciore non parassitario", si localizza più facilmente nei lembi fogliari. E' invece facilmente distinguibile dagli attacchi di Cameraria ohridella, le cui mine formano macchie bianco-giallastra, che dalla nervatura centrale si diffondono verso il lembo delle foglie. Queste infezioni sono favorite da un clima umido e piovoso, ma non troppo freddo; esse sono importanti perchè mantengono alto il potenziale di inoculo, infatti le gravi infezioni estive sono il risultato anche di primavere particolarmente umide e piovose.