Farfalla delle palme (Paysandisia archon)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Paysandisia archon
NOME COMUNE
Farfalla delle palme (Paysandisia archon)

Sulle coltivazioni di palme ornamentali di Italia, Francia e Spagna è stata segnalata la presenza di un lepidottero della famiglia delle Castniidae. Nel 2001 un gruppo di specialisti entomologi ha lavorato per acquisire una migliore conoscenza del parassita, per trovare i migliori metodi di lotta e per applicare nuovi regolamenti per l'importazione e la coltivazione delle palme anche amatoriali. Attualmente, in molte regioni d'Italia prolifera la Paysandisia.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

La Paysandisia archon, come tutte le Castnie, ha un ciclo biologico molto lungo. Alle nostre latitudini questo insetto compie una generazione all'anno. Ma non si esclude che alcuni esemplari possano completare il ciclo in due anni. La farfalla ha abitudini notturne, fa voli rapidi e di breve durata. La femmina possiede un ovodepositore a forma di ago lungo 4-5 mm con cui depone 6 uova alla volta all'inserzione del rachide fogliare, sui germogli e sulle fibre. La larva neonata si introduce nello stipite, dove scava nei tessuti teneri gallerie longitudinali e piuttosto rettilinee, le quali, approfondendosi, aumentano di diametro. Si nutre di amido e di fibre. Cresce velocemente e distrugge i germogli del cuore della palma. Le larve diventano molto appariscenti, soprattutto sulle palme molto giovani, quando raggiungono la maturità e hanno già provocato gravi danni. L'ultimo stadio larvale si porta verso la superficie dello stipite per formare il bozzolo e trasformarsi in crisalide. La farfalla vola prevalentemente in estate, tuttavia esemplari adulti sono stati rinvenuti in autunno.

UOVO:
Fusiforme, di 4-5 mm di lunghezza, è di colore da bianco-grigiastro a rosa-crema e assomiglia a un chicco di riso. Ha 7 coste longitudinali, caratteristica che lo distingue da uova di altre specie di lepidotteri. Le uova sono deposte alla base del gambo fogliare in numero di 10-12 per pianta.

PUPA:
Misura circa 5 cm di lunghezza ed è di colore marrone-giallastro. Presenta una serie di spinette brune disposte a pettine lungo ciascun segmento addominale. È protetta da un bozzolo, che la larva matura costruisce con escrementi, seta e fibre delle palme attaccate dentro il gambo fogliare.

LARVA:
La larva si sviluppa per 11 mesi dentro il tronco di palme causando importanti danni che portano quasi sempre alla morte della pianta. Alla nascita misura qualche millimetro ed è di colore arancione a strisce e dotata di lunghe setole. Infesta entrambi i lembi fogliari. Crescendo fino a 60-80 mm a fine ciclo, diventa bianco-crema, dopo la muta e scava larghe gallerie nei germogli e nel cuore della palma. Il capo, parzialmente incassato nel primo segmento toracico, è di colore marrone; Ha corte zampe toraciche e pseudozampe addominali.

ADULTO:
E' una farfalla di grosse dimensioni e ben colorata, con un'apertura alare di circa 10 cm: il maschio è più piccolo della femmina. Il genere Castnia ha solitamente abitudini notturne, mentre la specie archon Burm ha abitudini diurne. Le ali anteriori sono di colore marrone olivastro con una sfumatura longitudinale più scura. Le ali posteriori sono rosse con macchie nere e bianche. Le antenne sono clavate. Le femmine sono distinguibili per le maggiori dimensioni.

SIntomi e Danni

La manifestazione più caratteristica delle infestazioni di Paysandisia archon è la presenza di abbondante rosura all'esterno dello stipite delle piante. Un altro sintomo dell'infestazione è la presenza di esuvie abbandonate nella parte esterna della pianta. Effettuando sezioni del rachide fogliare di palme del genere Phoenix si possono vedere fori circolari in corrispondenza delle gallerie scavate dalle larve. Sintomi di perforazione del lembo fogliare sono causati dalle giovani larve, tuttavia questi possono essere confusi con quelli provocati da un altro lepidottero minatore.
Il danno causato dalla Paysandisia archon può essere più o meno grave in funzione della specie vegetale, dell'intensità di attacco e dell'età della pianta. Lo stato di salute delle piante può essere seriamente compromesso allorché nel loro stipite convivano numerose larve.

Ospiti

La Paysandisia archon compie il suo ciclo di sviluppo su molti generi di piante appartenenti alla famiglia delle Arecacee (palme). In Argentina è stata segnalata su palme autoctone quali Trithrinax campestris e Butia yatay, così come su specie esotiche quali Latania spp., Chamaerops spp. e Phoenix canariensis. Certamente fin dal 1973 sono stati segnalati danni su palme da olio, da cocco, canna da zucchero e anche banane, dovute a Castnia licus e Castnia daedalus. In Francia e Spagna questo xilofago è stato rinvenuto su numerose specie appartenenti ai generi Brahea, Butia, Chamaerops, Livistona, Phoenix, Sabal, Trachycarpus, Trithrinax e Washingtonia. Durante il monitoraggio effettuato dal Servizio Fitosanitario Regionale delle Marche (ASSAM), nel 2004, è stata accertata la presenza di Paysandisia archon su Chamaerops humilis, Trachycarpus fortunei, Phoenix canariensis e Washingtonia filifera.

Origine e Diffusionee

L'areale d'origine della Paysandisia archon è compreso fra Argentina e Uruguay, dove vive su palme spontanee, soprattutto del genere Trithrinax, senza creare danni economici. Chiamata Castnia archon fu descritta da nel 1913, fu rinominata Paysandisia archon quando fu trovata nell'omonima provincia dell'Uruguay nel 1918. Fernando Bourquin, entomologo argentino, nel 1933 descrisse le prime note sul ciclo biologico.
L'areale d'origine della Paysandisia archon è compreso fra Argentina e Uruguay, dove vive su palme spontanee, soprattutto del genere Trithrinax, senza creare danni economici. Chiamata Castnia archon fu descritta da nel 1913, fu rinominata Paysandisia archon quando fu trovata nell'omonima provincia dell'Uruguay nel 1918. Fernando Bourquin, entomologo argentino, nel 1933 descrisse le prime note sul ciclo biologico.
In Italia alla fine del 2002 sono stati avvistati esemplari adulti sul lungomare di Salerno. Nel 2003 la Paysandisia archon è stata osservata nelle Marche (in Provincia di Ascoli Piceno) e nel 2004 in Toscana. Attualmente è presente anche in Emilia Romagna ed in altre regioni d'Italia.

Come affrontare l'infestazione

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Questo, in sostanza, è il mezzo più efficace per curare questa malattia. In caso di infestazioni, sono di norma consigliati TRATTAMENTI FITOSANITARI ENDOTERPICI.