Processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea)

Introduzione

NOME SCIENTIFICO
Thaumetopoea processionea
NOME COMUNE
Processionaria della quercia

La Processionaria della quercia è una farfalla, le cui larve si nutrono delle foglie degli alberi di quercia. Le larve si nutrono su querce a foglia caduca e sono provviste di peli urticanti che possono provocare fenomeni irritativi anche gravi nell'uomo e negli animali domestici. In alcune regioni la diffusione (e i danni) sono tali che si parla spesso di una vera e propria 'piaga' per le querce. I più soggetti all'infestazione sono i viali o altre zone in cui gli alberi siano particolarmente concentrati. Meno frequente è la presenza di tale larva nelle zone boschive dove pare sussistere un certo equilibrio ecologico con la specie predatrici.

Come si affronta l'infestazione?

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Sono di norma consigliati Trattamenti Fitosanitari Edoterapici

Ciclo Biologico

Gli adulti sfarfallano in piena estate. Essi hanno costumi notturni e vivono uno o due giorni, durante i quali si accoppiano. Le femmine depongono le uova incollandole ai rametti, formando un'ovatura a piazzuola allungata comprendente fino a 300 elementi. Lo sviluppo embrionale si conclude prima dell'inverno ma le larve appena formate rimangono in diapausa all'interno del loro guscio per fuoriuscire all'emissione delle nuove foglie che vengono attaccate e divorate ancor prima di essere completamente distese. Durante le prime tre età compiono erosioni su foglie unite fra loro. In seguito vivono gregariamente spostandosi in fila indiana e solo nella quinta età formano un nido lungo un metro e anche più e largo 20-30 cm, addossato alla biforcazione delle branche più grosse e del tronco, costituito da secrezioni sericee e dai resti delle mute larvali. I nidi vengono di solito installati sul lato meridionale (il più soleggiato) dei tronchi. Sotto questa struttura le larve trovano riparo e fuoriescono nelle ore notturne per spostarsi in lunghe processioni disposte a losanga, raggiungendo e divorando le varie parti della chioma. Completato lo sviluppo dopo 6 stadi evolutivi, le larve mature si incrisalidano all'interno di un bozzolo, nell'ambito del nido e in parte anche fra i detriti presenti alla base della pianta infestata. I nuovi adulti compaiono dopo un mese circa. Parte delle crisalidi può tuttavia rimanere in diapausa per un paio di anni. La Processionaria della quercia sverna come larva all'interno delle uova, deposte in placche mimetiche sulla corteccia di giovani rametti delle querce. Il lepidottero è soggetto ad irregolari pullulazioni con incremento numerico della popolazione nel corso di 3-5 anni, per poi ridursi improvvisamente in seguito all'attività degli ausiliari e quando le larve nascendo prima dell'apertura delle gemme finiscono per morire di fame.

UOVO:
Le uova, di circa 1 mm di diametro, sono di forma subsferica, appiattite ai poli e deposte in ovature allungate ricoperte di squame grigiastro.

LARVA:
La larva, ha una lunghezza di 30-40 mm ed è di colore grigio-bluastro al dorso, chiara ai lati e ventralmente, con capo nero. Su ciascun segmento del corpo si trovano 4 cuscinetti vellutati di peli urticanti affiancati da tubercoli forniti di lunghe setole grigiastre.

CRISALIDE:
La crisalide è di colore giallo-ocra con cremaster fornito di due spine coniche a base larga e distanziate fra loro. Essa è chiusa entro un feltroso bozzolo giallo brunastro.

ADULTO:
La farfalla presenta una regione frontale del capo compresa fra gli occhi interessata da un rilievo arrotondato, ma non a forma di cresta. L'apertura alare è di crica 35 mm. Le ali anteriori sono di colore grigio scuro; quelle posteriori sono grigio giallastre con sfumatura sul margine interno. Le antenne. sono filiformi nella femmina e pettinate nel maschio.

Danni

Le larve compiono erosioni fogliari, riuscendo a scheletrizzare l'intera chioma. Sono attive nelle ore notturne, durante le quali si spostano in lunghe processioni. Gli attacchi si ripetono per più anni provocando danni di natura estetica e rallentamenti nell'accrescimento delle piante ancora giovani. Mentre sono difficilmente riconoscibili gli attacchi iniziali con le colonie di larve raggruppate sui rami sottili a formare dei manicotti, a partire dall'inizio dell'estate gli attacchi di questa Processionaria risultano ben individuabili oltre che per i danni alle chiome delle piante querce attaccate soprattutto per la formazione sui tronchi dei caratteristici nidi a forma di sacco. Analogamente alla Processionaria del pino le larve di Processionaria della quercia portano sul dorso migliaia di minuscoli peli urticanti conformati come un arpione, che, abbandonati dalle larve, sono assai pericolosi per le irritazioni che procurano alla pelle e agli occhi delle persone che passano sotto le piante infestate. In occasione di forti infestazioni possono rendere inagibili interi comprensori boschivi creando problemi anche in centri abitati prossimi alle zone colpite. Bisogna inoltre tenere presente che i nidi possono conservare per più di un anno le esuvie con i peli urticanti che le larve abbandonano ad ogni muta e con la trasformazione in crisalidi.

Ospiti e Diffusione

Le querce costituiscono praticamente le uniche piante ospiti, in particolare attacca solo le querce caducifoglie (farnia, rovere, roverella e cerro) e non i lecci o le sughere. In rare circostanze le larve, dopo aver attaccato le querce, possono portarsi su piante di nocciolo, castagno, faggio, betulla e carpino ubicate nelle vicinanze delle querce infestate e ormai del tutto defogliate.
La Thaumetopoea processionea è originaria dell'Europa centrale e orientale, ma è ormai diffusa anche in Europa occidentale, meridionale e nella Russia meridionale.
La presenza di questo defogliatore in Italia è ben nota fin dal secolo scorso e tra le regioni del nostro Paese la specie risulta assente nella sola Sardegna per la quale è allo studio un regime di protezione particolare per evitarne l'introduzione.

Come affrontare l'infestazione

Fondamentale è la prevenzione e la prontezza nel rilevare i sintomi di attacco. Questo, in sostanza, è il mezzo più efficace per curare questa malattia. In caso di infestazioni, sono di norma consigliati TRATTAMENTI FITOSANITARI ENDOTERPICI.